Sii prolifico, non perfetto. Stupidi più bravi a fare soldi.
Monday, June 23rd, 2008Troppo intelligenti per riuscire. Quelli più stupidi più bravi a fare soldi e non solo.
Questi i risultati di una ricerca dell’Università dell’Ohio che ha seguito 7000 americani dal 1979 classificandoli secondo il loro quoziente intellettuale.
Insomma avere nerdgasm potrà anche piacere alle persone intelligenti, ma non piacerà loro sapere che hanno più probabilità di fallire loro che una persona meno intelligente.
Sospettabile (adesso mi sembra di sentire gia mia madre che se ne esce con uno dei suoi detti da saggezza popolare che contemplava gia una cosa simile, senza ricerche universitarie :D)
Una persona intelligente è di certo più attrezzata e probabilmente ha valide ragioni per essere consapevole delle proprie abilità ma il bearsi delle sue capacità può portarlo a fallire nella realizzazione dei propri progetti li dove quelli meno dotati, consapevoli dei propri limiti e del fatto che possono sbagliare perchè non sanno qualcosa o perchè non si sono informati, più prudentemente abbracciano idee semplici e quando funzionano le sfruttano al massimo, una alla volta, con concrete possibilità di successo.
Quelli intelligenti sovraccaricano troppo i loro progetti, e proprio quando stanno per realizzare qualcoa le loro capacità di analisi lo portano a contemplare altre infinite potenzialità, magari giuste, giustissime, ma queste capacità sono risultate spesso fallimentari, per la perdita di focus sul progetto originale che stava per approdare ad una fase di concretezza, per aver sovraccaricato il progetto originale ad esplorare le mille altre idee che sono scaturite.
Questo è quello che è successo a me. Accidenti ma questo vuol dire che mi considero intelligente?!?
Ok fai finta di non aver letto l’ultima riga e continua a leggere.
Come ho gia scritto in qualche altra parte del blog, qualche anno fa stavo ottenendo un discreto successo con le vendite online tramite affiliazione.
Non mi sono neanche avvicinato all’idea di stipendio, ma quei quattro spiccioli che vedevo entrare da un solo sito web erano la prima tappa del vedere qualche risultato del proprio lavoro.
Furono la conferma su cosa avevo sbagliato e cosa avevo fatto bene, mi si era schiuso un mondo.
E avevo realizzato tutto, non vivendo a casa mia ma all’estero, lavorando per mantenermi nel frattempo e con solo un portatile.
Ero consapevole del gioco, stavo facendo bene (ah senza spam o rompimenti di palle, sono vecchia scuola, ma pagine e SEO) e iniziai a meditare di fare sul serio, di provare a rendere quella che era partito soprattutto per passione e curiosità, in una cosa che potesse darmi da vivere.
Era tutto perfetto, le idee c’erano e i risultati confermavano cosa funzionava e cosa no. Bisognava solo moltiplicare tutto per 10, 100, 1000, wow
Misi su un laboratorio, 3 computer tra i modelli medi del mercato corrente di allora, altrettanti monitor, terabyte di spazio, adsl, calma, pace, tranquillità e la possibilità di appoggiarsi alla famiglia per prendersi del tempo libero.
Super progetti, super piani, divisione del progetto in tanti filoni che volevano tenere conto di tutta la big picture che mi ero fatto in mente.
Col tempo diventò un progetto titanico, iniziai a perdere la passione che mi aveva spinto a fare il mio primo sito.
Faccio il programmatore, sviluppo per il web e so scrivere(ma leggi l’about di questo blog), quindi essenzialmente posso fare tutto da me.
Ma se prima della grande missione avevo tempo per dedicarmi ai contenuti, dopo breve tempo mi ritrovai così intrappolato nei miei grandi progetti di network che certi giorni finivo per sentire il peso della cosa come un lavoro odioso e non trovavo più il tempo per divertirmi a comunicare sul web, che era il motivo fondamentale che mi aveva portato sul web nel primo momento.
Essere prolifici non perfetti.
Trovare cicli di produzioni veloci. Come facevo quando le cose funzionavano con il mio primo sito. Quello non era un lavoro, anche se è stata la mia palestra, fatta molto di prova e sbaglia, ma la mia passione.
Essere visitato, essere letto mi ha dato le prime emozioni. Vedere convertire i propri contenuti in soldi grazie agli inserzionisti era miele per chi si divertiva a fare quello che faceva.
Stracomplicare le cose ha fatto morire anche quella prima creatura, Ero e sono capace di fare tante cose che non vedo fare spesso in giro, ma non aver avuto l’istinto di rimanere attaccato a quello che funzionava e sfruttarlo al massimo è stato ciò che mi ha fatto instradare in una via tortuosa e complicata, realizzando niente.
E pensare che sono anche una persona di panza (e va be sono tutto io :D), cioè la sensazione che stessi sparando a vuoto l’avevo sentita, eccome se l’avevo sentita. Ma che volete farci, sono intelligente, e quindi mi sono illuso di poter gestire qualcosa che invece mi è sfuggita di mano.
Insomma quando ebbi successo online la gente faceva i complimenti al mio sito riferendosi al mio staff li dove invece ero solo io.
Sono finito invece a progettare qualcosa che davvero solo uno staff poteva eseguire, ho cercato di essere tante cose, perchè sapevo il perchè e il per come, perchè posso
E invece niente, la mia presunta intelligenza non ha portato il pane a casa.
Ecco perchè oggi riparto con questo blog leggero e stupido, perchè mi diverto, inizia a funzionare e io come i veri stupidi me lo abbraccio e me lo ciuccio senza stravolgere le cose che vanno.
Semplicità e aggiungere complessità solo e quando ce ne veramente bisogno, questo lo spirito che sta guidando i miei progetti.
Avrò imparato la lezione? Per ora sono ritornato al lavoro, ops! alla mia passione
Fonti e articoli correlati in italiano:
Fonti e articoli correlati in inglese:
- What Is Overengineering? - Code Simplicity
- Andrew Lock - Be Prolific not Perfect - retireat21.com
- Why Very Intelligent Men Fail with Women - sosuave.com