Posts Tagged ‘Guadagnare online’

Lasciate che gli utenti scrivano contenuti per voi

Sunday, July 13th, 2008
The use of

Come sappiamo i contenuti, soprattutto nuovi ed originali, sono sovrani su Internet.

Come un palinsesto per una radio o una televisione, i contenuti sono linfa del vostro sito o blog.

Sappiamo tutti la fatica che costa produrre materiale attraente e accattivante e allora ben vengano i siti dove a produrre contenuti sono i vostri stessi utenti.

Pensate ai social network. Una grande piattaforma dove utenti si incontrano, condividono materiale di loro interesse, chiacchierano.

Tutto questo è contentuto che per chi gestisce il sito vuol dire accessi che crescono regolarmente, così come il traffico e di conseguenza la possibilità di monetizzare.

Attenzione però, se state pensando ai forum, sembra che statisticamente sono i meno indicati per generare revenue con i click sugli sponsor.

Esempi eclatanti sono YouTube per esempio, che tra l’altro si sta stracciando le vesti per capire come monetizzare l’enorme mole di traffico (proprio in questi giorni si parla di spot pubblicitari prima dei video).

Ma ovviamente non tutti hanno le risorse per fronteggiare un progetto di tale portata, ma l’esempio è per far capire cosa si intende per contenuto generato dagli utenti.

Ma c’è una via più economica anche se non meno dispendiosa dal punto di vista dell’impegno.

Se non un’idea brillante per sconvolgere il mondo dei social network o se non avete le risorse per mettere su una piattaforma che gestisca e accolga i contenuti multimediali degli utenti, potete semplicemente ottenere lo stesso effetto con un semplice blog.

Semplice nel senso che per mettere su tecnicamente un blog oggi è un gioco da ragazzi.

Se non volete fare proprio niente ci sono decine di servizi la fuori che vi forniscno tutto il necessario per iniziare: come un nome di dominio, lo spazio web e il software del blog (es Blogger).

Più dispendioso in termini di impegno riempirlo di contenuti validi.

Riuscire a ritagliarsi una nicchia nel mercato delle informazioni e diventare una voce autorevole in un determinato campo vi può portare tanti lettori fedeli e la possibilià di coinvolgerli alla creazione di contenuti per i vostri post con i commenti.

Gaurdate il caso di Darren Rowse e del suo sito ProBlogger.

L’autore di questo sito si prodiga giornalmente per la pubblicazione di post interessanti su come fare blogging e guadagnare online. I suoi post sono spesso delle chicche, esaurienti e completi. Ancora di più perchè tramite i commenti vengono integrati e completati dai suggerimenti e le esperienze dei lettori.

E gia questo rende il sito ProBlogger un sito che genera contenuto da solo e sappiamo tutti quanto i motori di ricerca amino le parole.

Ma non è tutto. Avere messo su un blog di successo, che ripeto può costare zero soldi, permette ai loro autori di ingaggiare i propri lettori fedeli in sondaggi con poche semplici parole.

Esempio, in questo post: What are the Benefits of Adding Video to your Blog? si chiede in 3 righe cosa pensano gli utenti sull’argomento proposto.

Con sole 3 righe, avendo gia l’audience, il post si ritrova, al momento in cui scrivo, con 73 commenti che a occhio e croce si traducono in circa 10000 parole.

Non male come rendita del proprio lavoro passato a farsi apprezzare.

Con un semplice input ci si ritrova con una pagina pienza zeppa di contenuti a tema.

Piacerebbe anche a me proporre dei temi e vederli magicamente svolgere :D

Fonti e articoli correlati in inglese:

E’ possibile guadagnare soldi online senza insegnare a fare soldi online?

Tuesday, July 8th, 2008

Il titolo del post è ispirato da quest’articolo: Can You Make Money Online, Without Teaching About Making Money Online?

Si tratta di stabilire se per fare soldi online bisogna per forza rientrare nella categoria delle persone che insegnano a fare soldi.

Non sto parlando di quella miriade di siti, spesso di una sola pagina, che vendono la soluzione ultima per fare soldi online, mi sto riferendo a quelle persone che hanno reso il loro blog o sito un punto di diffusione professionale di articoli e suggerimenti per avviarsi nel mondo delle affiliazioni o del pay per click.

Siti come ProBlogger che per esempio è diventato un punto di riferimento apprezzato e stimato nella blogosfera mondiale,

Personalmente non mi appassiona molto questa nicchia del guadagnare soldi online. Ne parlo molto, spesso e a volte anche estensivamente ma non spero certo che qualche chiacchierata di tanto in tanto sull’argomento trasformi il mio blog in un centro di informazioni al pari dei blogger più blasonati.

Per scalzarli o almeno emularli richiederebbe, da parte di chi inizia, una dedizione che lo porterebbe ad occuparsi del proprio blog full time ed è improponibile, almeno che non abbiate vent’anni e vivete ancora a casa dei vostri genitori.

Parlare di come fare soldi online è una buona idea, ma sono passati anni da quando era una novità, centinaia di persone si sono ritagliati il loro spazio in questa nicchia.

Non sto dicendo che non è possibile, in rete c’è spazio per tutti quelli che fanno le cose per bene, ma ho gia accennato di quanto lavoro sarebbe necessario per iniziare a vedere dei risultati.

Detto questo c’è però una cosa che potete fare. Qualunque sia la vostra idea per costruire qualcosa che vi permetta di fare il publisher su internet, potete raccontare il processo che vi sta portando alla sua realizzazione.

Dei post che giorno per giorno raccontino di come state realizzando il vostro sito o blog, delle vostre idee a riguardo e delle vostre esperienze.

Partire e mirare ai top blogger può sembrare un’impresa ciclopica e scoraggiare, ma aprire un semplice blog che racconti con semplicità e leggerezza le vostre esperienze come publisher è molto più facile ed è comunque un contenuto che può risultare interessante a molte persone che stanno per fare il vostro stesso percorso.

Dopo qualche tempo potreste ritrovarvi ad avere un bel seguito e trasformare completamente il tenore dei vostri post: da persona che ci sta provando a persona che ce l’ha fatta :D

Fonti e articoli correlati in inglese:

Sii prolifico, non perfetto. Stupidi più bravi a fare soldi.

Monday, June 23rd, 2008

A waterfall on Una - Kastelski Buk

Troppo intelligenti per riuscire. Quelli più stupidi più bravi a fare soldi e non solo.

Questi i risultati di una ricerca dell’Università dell’Ohio che ha seguito 7000 americani dal 1979 classificandoli secondo il loro quoziente intellettuale.

Insomma avere nerdgasm potrà anche piacere alle persone intelligenti, ma non piacerà loro sapere che hanno più probabilità di fallire loro che una persona meno intelligente.

Sospettabile (adesso mi sembra di sentire gia mia madre che se ne esce con uno dei suoi detti da saggezza popolare che contemplava gia una cosa simile, senza ricerche universitarie :D)

Una persona intelligente è di certo più attrezzata e probabilmente ha valide ragioni per essere consapevole delle proprie abilità ma il bearsi delle sue capacità può portarlo a fallire nella realizzazione dei propri progetti li dove quelli meno dotati, consapevoli dei propri limiti e del fatto che possono sbagliare perchè non sanno qualcosa o perchè non si sono informati, più prudentemente abbracciano idee semplici e quando funzionano le sfruttano al massimo, una alla volta, con concrete possibilità di successo.

Quelli intelligenti sovraccaricano troppo i loro progetti, e proprio quando stanno per realizzare qualcoa le loro capacità di analisi lo portano a contemplare altre infinite potenzialità, magari giuste, giustissime, ma queste capacità sono risultate spesso fallimentari, per la perdita di focus sul progetto originale che stava per approdare ad una fase di concretezza, per aver sovraccaricato il progetto originale ad esplorare le mille altre idee che sono scaturite.

Questo è quello che è successo a me. Accidenti ma questo vuol dire che mi considero intelligente?!? :D

Ok fai finta di non aver letto l’ultima riga e continua a leggere.

Come ho gia scritto in qualche altra parte del blog, qualche anno fa stavo ottenendo un discreto successo con le vendite online tramite affiliazione.

Non mi sono neanche avvicinato all’idea di stipendio, ma quei quattro spiccioli che vedevo entrare da un solo sito web erano la prima tappa del vedere qualche risultato del proprio lavoro.

Furono la conferma su cosa avevo sbagliato e cosa avevo fatto bene, mi si era schiuso un mondo.

E avevo realizzato tutto, non vivendo a casa mia ma all’estero, lavorando per mantenermi nel frattempo e con solo un portatile.

Ero consapevole del gioco, stavo facendo bene (ah senza spam o rompimenti di palle, sono vecchia scuola, ma pagine e SEO) e iniziai a meditare di fare sul serio, di provare a rendere quella che era partito soprattutto per passione e curiosità, in una cosa che potesse darmi da vivere.

Era tutto perfetto, le idee c’erano e i risultati confermavano cosa funzionava e cosa no. Bisognava solo moltiplicare tutto per 10, 100, 1000, wow

Misi su un laboratorio, 3 computer tra i modelli medi del mercato corrente di allora, altrettanti monitor, terabyte di spazio, adsl, calma, pace, tranquillità e la possibilità di appoggiarsi alla famiglia per prendersi del tempo libero.

Super progetti, super piani, divisione del progetto in tanti filoni che volevano tenere conto di tutta la big picture che mi ero fatto in mente.

Col tempo diventò un progetto titanico, iniziai a perdere la passione che mi aveva spinto a fare il mio primo sito.

Faccio il programmatore, sviluppo per il web e so scrivere(ma leggi l’about di questo blog), quindi essenzialmente posso fare tutto da me.

Ma se prima della grande missione avevo tempo per dedicarmi ai contenuti, dopo breve tempo mi ritrovai così intrappolato nei miei grandi progetti di network che certi giorni finivo per sentire il peso della cosa come un lavoro odioso e non trovavo più il tempo per divertirmi a comunicare sul web, che era il motivo fondamentale che mi aveva portato sul web nel primo momento.

Essere prolifici non perfetti.

Trovare cicli di produzioni veloci. Come facevo quando le cose funzionavano con il mio primo sito. Quello non era un lavoro, anche se è stata la mia palestra, fatta molto di prova e sbaglia, ma la mia passione.

Essere visitato, essere letto mi ha dato le prime emozioni. Vedere convertire i propri contenuti in soldi grazie agli inserzionisti era miele per chi si divertiva a fare quello che faceva.

Stracomplicare le cose ha fatto morire anche quella prima creatura, Ero e sono capace di fare tante cose che non vedo fare spesso in giro, ma non aver avuto l’istinto di rimanere attaccato a quello che funzionava e sfruttarlo al massimo è stato  ciò che mi ha fatto instradare in una via tortuosa e complicata, realizzando niente.

E pensare che sono anche una persona di panza (e va be sono tutto io :D), cioè la sensazione che stessi sparando a vuoto l’avevo sentita, eccome se l’avevo sentita. Ma che volete farci, sono intelligente, e quindi mi sono illuso di poter gestire qualcosa che invece mi è sfuggita di mano.

Insomma quando ebbi successo online la gente faceva i complimenti al mio sito riferendosi al mio staff li dove invece ero solo io.

Sono finito invece a progettare qualcosa che davvero solo uno staff poteva eseguire, ho cercato di essere tante cose, perchè sapevo il perchè e il per come, perchè posso :D

E invece niente, la mia presunta intelligenza non ha portato il pane a casa.

Ecco perchè oggi riparto con questo blog leggero e stupido, perchè mi diverto, inizia a funzionare e io come i veri stupidi me lo abbraccio e me lo ciuccio senza stravolgere le cose che vanno.

Semplicità e aggiungere complessità solo e quando ce ne veramente bisogno, questo lo spirito che sta guidando i miei progetti.

Avrò imparato la lezione? Per ora sono ritornato al lavoro, ops! alla mia passione :D

Fonti e articoli correlati in italiano:

  • Perche’ quelli piu’ intelligenti sono meno bravi a fare soldi? - Il blog di Jacopo Fo
  • Fonti e articoli correlati in inglese:

    Storie di successo con Google AdSense

    Friday, June 20th, 2008

    Su Google AdSense è presente una pagina con un lista di publisher e altrettante storie di successo.

    Un insieme di informazioni che può fornire spunti di ispirazione per i nuovi iscritti al programma di AdSense, così come dare nuovi stimoli ai publisher stagionati.

    Quello che segue è il video della storia di successo con AdSense di GameScene.com

    CleverMedia, Inc.’s AdSense Story

    Fonti e articoli correlati in inglese:

    1500 post possono fare la vostra fortuna.

    Wednesday, June 18th, 2008
    Sign at the Googleplex

    Mike Pegg con i suoi 1500 post nel blog non ufficiale Google Maps Mania ha trovato un posto alla Google.

    Google Maps Mania copre tutte le applicazioni e gli strumenti che vengno sviluppati dagli utenti nel mondo oltre a coprire le notizie riguardanti nuove mappe o nuove caratteristiche delle Google Maps.

    Dopo aver premuto il tasto pubblica 1500 volte ha chiuso con il blog ed ha accettato quella che lui definisce, e ci credo, una posizione da sogno nel team di Geo-Marketing alla Google, come product marketing manager per le Google Maps API.

    Quando l’impegno paga.

    Fonti e articoli correlati in inglese:

    Il contenuto unico è vitale per il vostro sito.

    Wednesday, June 18th, 2008
    WWW's

    Se vi siete avventurati sul web in cerca di risultati e state leggendo l’impossibile sui sistemi di affiliazione e internet marketing, troverete ripetuto all’infinito quanto sia di fondamentale importanza la creazione, o quantomeno la disponibilità, di contenuti unici.

    Questa unicità ha ancora più valore per quanto riguarda i motori di ricerca.

    Il web cresce a dismisura e sovente, con tutta la disponibilità di informazioni, ci si ritrova con il poter accedere a contenuti pressochè simili su diversi siti.

    E i motori, Google in primis,adottano delle regole sul contenuto duplicato se lo stesso è in più di un posto online. Google presenterà solo un risultato di quelle pagine nei suoi risultati di ricerca.

    Il web, come sappiamo, abbonda di risorse online da dove poter prelevare illimitati contenuti da poter ripubblicare liberamente sul proprio sito o blog. Certo. Ma la stessa idea è venuta a molti altri, così che il vostro sito web non è più unico.

    Questo è una considerazione di ordine tecnico, ma molto ci sarebbe da dire anche sull’esperienza degli utenti. Anche loro non troverebbero contenuti unici dandovi quindi meno possibilità di attirare lettori al vostro sito.

    Fonti e articoli correlati in inglese:

    Fare soldi scrivendo spazzatura

    Tuesday, June 17th, 2008

    Epistle in the Junk Cathedral

    Per guadagnare soldi online ci sono tante strade. La cosa principale rimane avere contenuti e per la loro pubblicazione si può scegliere un classico sito, un blog, un wiki, un sito di news etc.

    Come blogger questa è la mia prima esperienza. Non che non avessi usato un software di blog o fosse la prima volta che scrivo sul web, ma è la prima volta che tento prettamente la strada del blog per generare entrate.

    Le mie precedenti esperienze sono più orientate su siti web classici che sui blog.

    Questo blog in particolare, zibaldone.info, ha una natura particolare, come spiegato nell’about, nato soprattutto per rompere il ghiaccio.

    Come accennato vengo da un altro tipo di esperienza. Un’esperienza che mi ha addentrato nel mondo del marketing degli affiliati in generale. L’esperienza positiva mi ha mostrato le potenzialità, salvo poi bloccarmi nel salto di qualità: quello che doveva trasformare quei quattro spiccioli in entrate per viverci, ma questo è un altro post :D

    Quindi venne questo blog, principalmente per permettermi di tornare a fare pratica divertendomi e nel frattempo usarlo come laboratorio per i progetti futuri.

    Da quando ho ripreso a scrivere però, dopo aver goduto della libertà che mi ero dato, mi sono ritrovato pian piano a cadere nell’errore di pretendere di nuovo troppo rigore da me.

    Dai primi post leggeri, fatti per rilassarmi e comunicare, stavo finendo di nuovo col voler diventare più affinato.

    La voglia di fare un buon lavoro, generare dei buoni contenuti stava di nuovo prendendo il sopravvento anche in virtù del fatto di voler vedere presto delle conversioni, soprattutto per quanto riguarda AdSense.

    E questo post infatti va gia oltre la mission di questo sito. Ma in fondo non ho mai escluso neanche la possibilità di scrivere qualche articolo un po più impegnato di tanto in tanto.

    Poi però mi sono imbattutto in un interessante post che mi ha fatto rammentare alcune cose apprese in passato.

    Le conversioni che riuscivo a realizzare con i miei siti in passato erano generate soprattutto da traffico proveniente da motori di ricerca.

    Il centinaio di pagine di articoli di un sito vennero presto snaturate dall’aggiunta di cataloghi di prodotti che sovrastarano il contenuto originale.

    Spazzatura se volete, ma che piacque molto a Google e C.

    Non c’erano dei veri e propri contenuti, ma schede di prodotti, che non saranno dei post da leggere, ma sempre contenuto è.

    L’articolo in questione afferma di come sia più conveniente scrivere spazzatura per generare introiti con Google AdSense.

    E in effetti le strade da seguire per un blog sono essenzialmente due:

    Scrivere contenuti spazzatura in modo da avere molte pagine nei motori e relative visite, che molto più probabilmente, invece di essere soddisfatti dal contenuto invece di sottoscrivere il vostro feed o inserirvi nei bookmark, clicchera su qualche banner, realizzando la conversione che desideravamo.

    Oppure impegnarsi a scrivere contenuti di alta qualità, in modo da incuriosire e conquistare lettori, che eventualmente prenderanno nota del vostro blog per seguirvi e venire a cercare le notizie che gli interessano, dandovi fama e gloria.

    Ovviamente in generale, ma il discorso di base rimane logico e semplice.

    Personalmente mi tengo stretto questo blog creato per sfogarmi liberamente, che guarda caso rientra un po nel primo caso e mi sa che ho fatto definitivamente charezza sulla destinazione e le speranze legate a questo blog :D.

    Fonti e articoli correlati in inglese:

    Si può guadagnare da vivere gestendo un sito web?

    Wednesday, June 4th, 2008

    alVerde se ne è occupato: Vivere gestendo un sito: chi di voi ci riesce?

    Dalla mia esperienza di qualche anno fa, decisamente si. Ma io sono ancora ancorato a come decuplicare quei quattro spiccioli che ero arrivato a guadagnare.

    Nel frattempo prendo nota con piacere di storie di successo degli altri, con la speranza di ritrovare presto l’andatura dei vecchi tempi.